“Il trasporto di alunni con disabilità si rivolge a circa 800 ragazzi con diverse disabilità su un totale di 5mila utenti del trasporto scolastico. E’ un servizio importantissimo sia dal punto di vista pratico che etico, ma nel Comune di Roma è costellato di difficoltà: problemi connessi all’organizzazione del servizio e problemi per i lavoratori coinvolti, circa 260, dipendenti della TUNDO. I disagi, dunque, si riverberano su tutti, determinati non soltanto soltanto dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria ma soprattutto dalla grave responsabilità dell’Azienda che da maggio non eroga ai lavoratori la retribuzione dovuta, da intendersi, nello specifico, lo stipendio a chi effettua il servizio a chiamata e la quattordicesima mensilità”. Così, in una nota, la Cgil e la Filt Cgil di Roma e del Lazio.

“Se la quasi totalità dell’utenza speciale ha registrato problemi e criticità per il trasporto del ritorno da scuola anche quello dell’andata non ha risposto alle effettive necessità – proseguono i sindacati -. I circa 230 pulmini per il trasporto collettivo e 30 per il trasporto individuale della TUNDO hanno seguito le tabelle basate sulle tipologie orarie dello scorso anno, che chiaramente non corrispondono alle mutate necessità della situazione attuale”

Dalla realtà quotidiana dei fatti emerge che i lavoratori siano ben coscienti della specifica utenza cui il servizio si rivolge, garantendo la loro presenza quotidianamente anche in assenza di salario e di garanzie previste dal contratto. Sanno bene con quale apprensione i genitori affidano i propri figli sui sedili di quei veicoli confidando nell’attenzione e nella sensibilità di chi li accompagna a scuola, luogo deputato ad accogliere tutte le differenze, costruire l’inclusione e a realizzare integrazione. Sicuramente la TUNDO non ha lo stesso senso di responsabilità né la consapevolezza dell’importanza e della delicatezza di questo servizio che il Comune di Roma gli ha appaltato dopo l’aggiudicazione di una gara: non solo non retribuisce i lavoratori ma non li tutela neanche in termini di salute e sicurezza con una distribuzione puntuale e sufficiente di dispositivi anti-Covid, delegando agli stessi autisti la sanificazione dei veicoli.

Per le giuste rivendicazioni dei lavoratori della TUNDO lo scorso 15 settembre è stata avviata procedura di raffreddamento con il Prefetto. Chiediamo al Comune di imporre alla TUNDO il pagamento degli stipendi ai lavoratori che non lo hanno ricevuto, nel rispetto delle clausole contrattuali, anche per prevenire l’acuirsi del conflitto e scongiurare possibili e realistiche interruzioni del servizio, con inevitabili ricadute su un’utenza già provata.
Chiediamo contestualmente al Comune, a nome delle famiglie e dei beneficiari del trasporto disabili, di risolvere le problematiche organizzative tenendo conto dell’urgenza e delle difficoltà che si ripresentano costantemente tanto da inficiare l’accesso al diritto allo studio per gli studenti con disabilità”, concludono la Cgil e la Filt Cgil di Roma e del Lazio.

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