“Polizia e vigili urbani hanno bloccato questa mattina all’alba l’accesso a via di Monte Stallonara e alla zona circostante per eseguire lo sfratto di Marco, inquilino truffato nel piano di zona.

Non è servito a Marco l’aver pagato per anni canoni di mercato al proprietario illegittimo di un alloggio di edilizia pubblica, già proprietario di un altro alloggio nel Comune di Roma.

Non è servita a Marco la prova che il locatore ha violato diversi punti della convenzione che vincola l’uso dell’immobile di via di Monte Stallonara 90, ricadente nell’omonimo Piano di Zona di Edilizia Pubblica Agevolata, a chi non possiede altre proprietà immobiliari e ne vieta espressamente la sub-locazione.

Non è servito a Marco che avesse ottenuto un’udienza in tribunale il 24 novembre per far valere le proprie ragioni, condizione che permetteva di rimandare l’esecuzione dello sfratto. Molto stranamente l’ufficiale giudiziario ha rifiutato di prendere atto della nuova richiesta di sospensione presentata dall’avvocato di Marco e della decisione del Tribunale di esprimersi sulla materia.

A Marco non è rimasto altro che incatenarsi questa mattina all’interno del Consiglio Regionale del Lazio, mentre all’esterno gli attivisti e le attiviste di Asia USB rimangono in presidio in segno di solidarietà per uno sfratto che è un’ingiustizia.

Regione e Comune si assumano la loro responsabilità su quanto accaduto oggi e su quanto accade ogni giorno in una città in cui il Diritto alla Casa è stato cancellato”.

Così in una nota Asia-Usb e Movimento per il Diritto all’Abitare. 

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