“Si sblocca la riforma dei dottorati”. Ne dà notizia stamattina Il Sole 24 Ore. Sul tavolo del ministro Manfredi il rilancio del percorso: il 18,5% di quanti hanno avuto il titolo nel 2014 ha lasciato il Paese. Si punta sulla collaborazione con le imprese.

Come riporta l’articolo a firma di Eugenio Bruno, “nel decreto che Manfredi dovrebbe esserci il tentativo di valorizzare i dottorati innovativi, industriali e internazionali. Come del resto prevedevano le ipotesi di riforma che negli ultimi sei mesi sono state messe a punto dai suoi due predecessori, Marco Bussetti e Lorenzo Fioramonti. Salvo puntualmente arenarsi, la prima a causa della crisi del Governo Conte 1 e la seconda per le dimissioni dello stesso ministro. In realtà, il provvedimento che è atteso a breve e che dovrebbe consentire agli atenei di avviare in primavera il prossimo ciclo di dottorati a quanto pare raccoglierà più di un suggerimento di quelli contenuti nella “bozza” Fioramonti. A cominciare dall’introduzione del dottorato di interesse nazionale che potrà contare anche sui 10 milioni del Fondo di finanziamento ordinario che rientrano nella disponibilità del ministro. Stesso discorso per l’idea di promuovere i consorzi tra atenei (purché ognuno finanzi almeno una borsa di dottorato) e per la previsione che ogni docente faccia parte al massimo di due collegi (di cui uno interdisciplinare). Laddove rischia di restare sulla carta la proposta di portare a due le “finestre” per i bandi. Il ciclo di dottorato dovrebbe infatti restare unico. Sebbene aperto anche ai laureandi che completino gli studi prima della partenza dei corsi”.