La FNOVI – Federazione Nazionali Ordini Veterinari Italiani, ente sussidiario dello Stato che riunisce tutti gli Ordini dei Medici Veterinari delle province italiane ai quali sono iscritti 34.274 professionisti, ha inviato una lettera aperta al Ministro della salute Roberto Speranza, al Ministro dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa e al Presidente dell’Anvur Antonio Felice Uricchio, a firma del presidente FNOVI Gaetano Penocchio, con la quale si sollevano fondate perplessità e la preoccupazione degli Ordini dei medici veterinari in merito alla recente proposta dell’Università Tor Vergata di Roma, di voler istituire un nuovo corso di laurea in Medicina veterinaria.

 

“In base ai dati relativi al numero dei medici veterinari presenti sul territorio nazionale – fa notare il dott. Penocchio – emerge evidente e chiara una non adeguata distribuzione dei vari àmbiti di occupazione della professione: e perciò, l’iniziativa dell’Ateneo di Tor Vergata, appare legata a visioni locali, soprattutto considerando la presenza di ben 13 corsi di laurea in Medicina veterinaria già attivi e distribuiti sul territorio nazionale.

 

La formazione di un medico veterinario, sulla base del principio One Health, in virtù del quale la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema sono legate indissolubilmente, si sostanzia in un approccio integrato di molteplici attività e competenze professionali che investono la sfera della salute e del benessere degli animali da compagnia, selvatici, da allevamento a scopo commerciale, e la salvaguardia della sicurezza alimentare dei cittadini e dell’ecosistema ambientale. Per assicurare standard di qualità nell’offerta formativa di un corso di laurea in Medicina Veterinaria – chiarisce il presidente FNOVI – occorrono la presenza di un Ospedale didattico veterinario per tutte le specie trattate, della sala Necroscopie, del Macello, dell’azienda zootecnica, dei laboratori didattici e di ricerca, così come un numero di docenti e casi clinici parametrati al numero degli studenti…

 

Per ottenere tutto questo, sarebbe necessario un investimento molto corposo, con risorse che rappresenterebbero uno spreco di proporzioni inaudite per un numero esiguo di studenti, e che sarebbero invece più utili se destinate al potenziamento ed all’aggiornamento della proposta didattica ed infrastrutturale dei corsi già esistenti sul territorio nazionale, che attualmente non sono in grado di aumentare l’offerta formativa. Occorre, inoltre, sottolineare che i Dipartimenti di Medicina veterinaria sono stati gli unici, nell’ambito delle professioni sanitarie, a ridurre per l’anno accademico in corso l’offerta formativa, a fronte di una maggiore richiesta del territorio. L’utilizzo del denaro pubblico, da qualsiasi fonte provenga, deve perseguire obiettivi e finalità tali da ottimizzare le risorse umane e finanziarie.

 

La FNOVI ribadisce pertanto la netta contrarietà all’attivazione del corso di laurea in medicina veterinaria presso l’Ateneo di Tor Vergata di Roma”.

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