“Il periodo di emergenza che stiamo vivendo non ha precedenti e come azienda pubblica deputata al trasporto primario e secondario di pazienti Covid-19, Ares 118 richiama gli autisti in quiescenza, si affida ad agenzie interinali e chiede, su base volontaria, ai barellieri di guidare i mezzi di soccorso. L’Unione Sindacale di base denuncia: c’è un concorso in atto per autisti di ambulanza, per cui è stato sospeso il test di ingresso a causa di questa pandemia. Visto il numero di domande, che non superano il fabbisogno triennale per reinternalizzare il 118, si potrebbero iniziare ad assumere questi autisti in tempi brevissimi, formando la graduatoria in base ai titoli e al curriculum, già inviato con le domande. La stragrande maggioranza di questi lavoratori sono autisti di ambulanza già formati, con esperienza maturata con il privato in convenzione, e una volta assunti sarebbero subito operativi sui mezzi di soccorso”. Lo comunica in una nota l’USB P.I. Coordinamento Regionale Sanità Lazio.

“Come Organizzazione Sindacale non possiamo non contestare l’utilizzo che Ares 118 vuole fare dei barellieri, a cui viene chiesto di guidare il mezzo di soccorso non avendo la qualifica da autista e togliendo di fatto la terza unità – continua il sindacato -. Lavorare con equipaggio a due è già è motivo di difficoltà nella gestione ordinaria, ma diventa inconcepibile in questo momento. In caso di paziente con patologia infettiva e respiratoria grave, potrebbe accadere sempre più spesso di dover chiamare un altro mezzo di supporto per il trasporto da casa, con tutto il dispendio di tempo e di DPI che questo comporta.

Pertanto, sollecitiamo l’assunzione dei barellieri, già previsti dal piano assunzionale, e per cui ancora non vediamo atti concreti; tramite gli uffici per l’impiego, per colmare le carenze di tutte le ambulanze ARES 118. Sia per gli autisti che per i barellieri le assunzioni possono essere fatte in tempi brevi; domandiamo quindi un immediato intervento da parte della Regione Lazio e di Ares 118, nell’interesse del servizio pubblico di emergenza, a cui si sta chiedendo di farsi carico di tutte le carenze determinate dai tagli e dalle privatizzazioni effettuati, dal supporto telefonico in caso di sintomi lievi, al rientro a domicilio dei pazienti clinicamente guariti.

Le lavoratrici e i lavoratori del 118 sono stanchi di dover affrontare questa emergenza portando sulle spalle, oltre alle difficoltà quotidiane del loro lavoro, anche le carenze organizzative e di mancanza di personale!”.

 

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