In occasione della Giornata mondiale della Salute USB Sanità ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che pubblichiamo a seguire:

Al Presidente della Repubblica

Signor Presidente,

Le scriviamo oggi, 7 aprile 2020, nel giorno che l’OMS ha dichiarato Giornata Mondiale della salute.

È quasi paradossale celebrare questa giornata nel vivo della straordinaria emergenza in cui è sprofondata l’Italia a causa del diffondersi della pandemia da SARS-CoV-2.  Una celebrazione che mal si coniuga con le cifre spaventose che incessantemente contano i contagiati, i ricoverati e i decessi e con le immagini che quotidianamente, in ogni momento della giornata, ci presentano un sistema sanitario quasi al collasso.

Vorremmo, signor Presidente, che in questa giornata dedicata alla salute un’attenzione particolare venisse dedicata al personale sanitario, a tutto quel personale che sta dimostrando, a tutti i livelli e in condizioni inimmaginabili per chi non le vive, un’altissima professionalità, affrontando con coraggio, al servizio dell’intero Paese, una battaglia non priva di rischio.

A tutti gli operatori sanitari impegnati sul campo sono arrivate fin da subito le Sue parole di vicinanza ed in particolare quelle che ha utilizzato nel videomessaggio del 6 marzo:

“Supereremo la condizione di questi giorni anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie per sostenere l’opera dei sanitari impegnati costantemente da giorni e giorni. Misure per affiancare loro nuovo personale e per assicurare l’effettiva disponibilità di attrezzature verificandole in tutte le strutture ospedaliere. Dobbiamo avere fiducia nelle capacità e nelle risorse di cui disponiamo. Dobbiamo e possiamo avere fiducia nell’Italia.” 

 
Purtroppo le sole parole non bastano, signor Presidente, seppur provenienti dalla più alta carica dello Stato. Serve altro, serve tutto quello che consenta a questi lavoratori di operare in totale sicurezza, a tutela della loro salute e della collettività tutta. E serve urgentemente.  Per questo Le scriviamo signor Presidente, perché sono ancora centinaia di migliaia i lavoratori sanitari che a distanza di più di un mese da quel suo video messaggio del 6 marzo, attendono strumenti di protezione adeguati e assunzioni immediate; assunzioni che non possono ridursi agli insufficienti numeri che hanno riguardato ad oggi il reclutamento effettuato, vista la carenza nel settore di oltre 80.000 figure professionali, stimata, tra l’altro, in situazioni di “normalità”. Non sono eroi, signor Presidente, non sono angeli invincibili e immortali: sono donne e uomini che hanno come noi, ma più di tutti noi per il lavoro che fanno, bisogno di protezioni adeguate per continuare la loro battaglia contro un nemico invisibile, per non ammalarsi, per non contagiare i propri cari, per continuare a vivere. 
  
Ad oggi abbiamo più di 12.000 operatori sanitari contagiati che sono venuti meno alla battaglia per il contenimento del virus. Altissimo è il numero dei decessi tra questi lavoratori: il tributo che stanno pagando al servizio del Paese non solo non è accettabile, ma rischia di aumentare costantemente. Quanti ce ne vorranno ancora prima di garantire loro un’adeguata protezione dal contagio?

Per avere ancora quella fiducia da Lei richiamata Le rivolgiamo un appello, nella sua qualità di Supremo Garante del diritto costituzionale alla salute, affinché si trovi la soluzione per garantire a tutti i Presidi Ospedalieri e in tutte le strutture sanitarie territoriali i DPI indispensabili per evitare pericolose falle nel sistema di contenimento del virus.

Siamo fiduciosi in un Suo autorevole intervento Signor Presidente, capace di restituire fiducia, attraverso il nostro personale sanitario, a tutto il Paese.

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