“Nonostante fosse facilmente prevedibile e quindi programmabile, la regolamentazione dello smart working per il personale del Comune di Roma è al vaglio della Commissione, quando già esistono piani di realizzazione del POLA, ignorato solo per motivi politici, e quando già diverse altre amministrazioni pubbliche stanno definendo le modalità del lavoro agile. 
I 23.000 dipendenti del Campidoglio meritano rispetto e, in una situazione di crisi economica, non possono aspettare la lentezza della politica e dei dirigenti.

Aumenta il costo della vita. Aumentano nuovamente i contagi. Diminuisce il potere d’acquisto dei dipendenti. Diminuisce la sicurezza sui posti di lavoro.

Riunire la Commissione non basta, si proceda subito, prima del 31 marzo, alla regolamentazione dello smart working per il 50% del personale. 

Lo smart working permette minori spese energetiche, minor traffico, minor inquinamento!”.

Così in una nota USB Roma Capitale.

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