“Vaccini, i presidi: asili e nidi ci sono situazioni critiche”. Così titola in prima pagina l’edizione romana del Corriere della Sera. Scuola, oggi per entrare in classe bisogna essere in regola.

A pagina 4: “Vaccini, ecco l’allarme dei presidi: «In nidi e asilisituazioni critiche»”. Oggi scade il termine per adeguarsi alla legge. Le autocertificazioni non valgono più.

Chi non ha provveduto a somministrare la dose mancante al proprio bambino o a fissare un appuntamento (documentato) con il centro vaccinale – si legge sul quotidiano – semplicemente non entrerà in classe. Per lo meno negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia di Roma e del Lazio.

“Il 97 per cento dei bambini di età compresa tra 0 e 24 mesi è in regola – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato -. Una percentuale al di sopra di molte altre regioni italiane”.

“Da quanto sappiamo noi però nella fascia 0-6 anni – ha detto Cristina Costarelli, vice presidente della sezione di Roma della Associazione nazionale presidi (Anp) – ci sarebbero alcune situazioni critiche”. Qualche difficoltà arriverebbe poi “dai database regionali – prosegue Costarelli – non proprio aggiornati”.

“Ci sono regioni virtuose, come Lombardia e Toscana, in cui le anagrafi vaccinali stanno funzionando alla perfezione – ha osservato Mario Rusconi, presidente Anp Lazio – e altre, come Lazio e Piemonte, in cui alcune Asl non sono riuscite a fare comunicazioni tempestive alle scuole, sulle quali adesso verranno scaricate tutte le responsabilità”.

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