Il Corriere di Roma ha intervista il direttore sanitario dell’Istituto per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, ch eha lanciato una proposta anti-folla: “Il numero dei contagiati aumenta. Gli ospedali rischiano di essere inappropriatamente intasati e di non riuscire quindi a fornire altra assistenza. E i drive-in vengono presi d’assalto. Per questo mi rivolgo ai cittadini: non è tempo del panico e della psicosi. È il tempo della responsabilità – spiega Vaia -. Abbiamo sempre detto con cautela, in un primo momento: “Non abbiate paura”. In un secondo: ‘Non abbassiamo la guardia’. Adesso diciamo: ‘Il Covid è sempre con noi, bisogna saper prendere le decisioni giuste’. Prima fra tutte quella che riguarda i trasporti pubblici. Una delle vere criticità. Non esistono percentuali giuste di capienza, ma in attesa di una soluzione strutturale, si dovrebbe pensare, specie in funzione degli ingressi degli studenti nelle scuole, a un’integrazione con privati, come ad esempio con i bus turistici, vista anche la crisi che attraversa il settore, e i mezzi militari – la proposta del direttore sanitario dello Spallanzani -. I soldati ci hanno aiutato con le zone rosse e con Strade sicure, ora possono aiutare ancora il Paese»”.

Sul vaccino: “A che punto è la sperimentazione del vaccino allo Spallanzani? È presto per parlarne. I primi dati saranno disponibili tra la fine di ottobre e i primi di novembre”.

Sull’assalto ai tamponi: “Premesso che è giustissima l’iniziativa dell’assessorato alla Sanità di aprire ai laboratori privati, anche per diminuire la pressione sui drivein, è importante capire che il test molecolare va orientato dalla clinica: va cioè analizzata la situazione dai medici per capire chi ne ha bisogno e chi no; va individuato quando c’è stato il contatto a rischio e vanno aspettati 4-5 giorni altrimenti si rischia di risultare falsi negativi perché si è in fase presintomatica”,

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