La Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme a una rappresentanza di studenti delle scuole della Capitale, partecipa anche quest’anno al “Viaggio del Ricordo” sui luoghi simbolo del dramma del confine orientale, della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

 

L’iniziativa, dal titolo “Il confine orientale italiano: una drammatica storia europea”, vedrà anche la partecipazione dell’Assessora alla Persona, alla Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì, dei Consiglieri dell’Assemblea Capitolina Giuliano Pacetti e Annalisa Bernabei, della Vice Presidente nazionale e Presidente comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) Donatella Schurzel, del testimone Piero Sardos Albertini, dei Consiglieri nazionali ANVGD Eufemia Giuliana Budicin e Maria Grazia Chiappori.

 

Il primo giorno del viaggio, sabato 15 febbraio, prevede la visita al Sacrario di Redipuglia dove sono custodite le spoglie dei caduti della Grande Guerra, poi alla Foiba di Basovizza, simbolo dei drammi che hanno segnato le vicende del confine orientale alla fine del secondo conflitto mondiale, e infine al Centro Profughi di Padriciano, dove dal 1948 al 1976 si rifugiarono circa 350mila esuli italiani provenienti dai territori istriani e dalmati ceduti dall’Italia alla Jugoslavia.

 

Domenica 16 febbraio è in programma la visita al Magazzino 18 di Trieste, deposito di beni e oggetti di vita quotidiana appartenuti agli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia che poi sarebbero stati costretti all’esodo. A seguire, il viaggio farà tappa presso la Risiera di San Sabba, dove è prevista la deposizione di un fascio di fiori alla stele in ricordo di Sergio De Simone, giovanissima vittima della Shoah, cugino di Andra e Tatiana Bucci. Al termine, lo spostamento a Capodistria e l’incontro con la Comunità Italiana.

 

Lunedì 17 febbraio, ultimo giorno del viaggio, è previsto l’incontro con gli studenti della Scuola media superiore italiana di Fiume e, a seguire, l’incontro con la Comunità italiana di Fiume.

 

Come ha sottolineato la Sindaca Raggi, la tragedia del Confine Orientale è una ferita ancora aperta che riguarda tutti noi, che per decenni è stata dimenticata, mai raccontata o addirittura strumentalizzata per fini politici. È necessario trasmettere ai giovani la memoria di quei fatti, affinché non si ripetano gli orrori e le atrocità del passato. Il modo migliore per farlo è dare agli studenti la possibilità di conoscere direttamente i luoghi di questi drammi attraverso un percorso formativo e di confronto.

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