“Virus, stop ai controlli per i bus”. Così apre stamattina Il Messaggero. Allo scalo di Tiburtina niente più tamponi sui pullman provenienti dall’Est e dalla Spagna. E al capolinea i tassisti si rifiutano di caricare i passeggeri stranieri per paura del Covid.

“Tiburtina, addio test sui pullman dall’Est. E i tassisti rifiutano i passeggeri stranieri”. Ogni giorno arrivano bus da Croazia, Romania e Spagna. Sono spariti i presìdi sanitari per i controlli ai capolinea.

«Qui i tamponi li hanno fatti due giorni dopo le denunce dei giornalisti e poi basta, sono due settimane che la Asl non c’è più», dice preoccupato un ragazzo all’ingresso del Tibus – si legge sul quotidiano -. Si entra e si esce, si sale e si scende dal bus senza eseguire più alcun esame per scovare eventuali malati inconsapevoli o sintomatici al Covid-19. Nelle autostazioni di Anagnina (Roma sud) e Tiburtina (Roma est) c’è una forte probabilità che ci siano flussi di passeggeri potenzialmente contagiosi. Senza i test a rilevarlo, la paura del virus è palpabile tra chi lavora nellebanchinedeipullman.Ma anche appena fuori dai cancelli che comunque, a Tibus, sono chiusi e sorvegliati dal personale che misura la temperatura a ogni viaggiatore, non ci sono più i presidi della Asl che esegue i test.

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