Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è intervenuto stamane a Mi Manda Rai Tre. Ecco le sue considerazioni riprese da Lavorolazio.com: “Le misure per la prevenzione sanitaria sono tante, ma si possono ridurre a tre: mascherine, al chiuso, ma quando è possibile anche all’aperto; il distanziamento di sicurezza, sia nelle attività sociali che nelle attività di vita amicale; poi lavare spessissimo le mani, soprattutto negli appartamenti, nei luoghi al chiuso, sicuramente quando si rientra. Si può tornare a vivere in sicurezza e credo che questa sia la sfida di questo tempo”.

Lei dice: la mascherina diventi la moda dell’estate, ma non è così facile trovarle.
“Era una battuta, ma che aveva un senso, cioè, dobbiamo capire che questo oggetto ci accompagnerà per molti mesi, io mi auguro non anni, fino a quando non ci sarà il vaccino. E la creatività italiana deve mettersi al servizio di questo strumento. E’ inutile che facciamo finta che è una cosa passeggera. Quindi quella battuta della moda era legata al fatto di non viverla solamente come un problema, è anche un problema. Ma credo debba essere interpretata come un oggetto che può salvare la vita o comunque la salute a noi, agli amici, a chi amiamo, a chi ci circonda, agli altri. Bisogna prenderne atto, tutto qua”.

Lei sostiene che i test rapidi e sierologici devono essere gratuiti. Secondo le è possibile?
“Io credo che perlomeno per alcune fasce di reddito sia assolutamente giusto. Intanto sarebbe importante che il governo definisse un prezzo medio di riferimento. Noi nel Lazio lo abbiamo fatto, 15 euro e 70 per evitare speculazioni contro chi le vuole fare. Li faremo nelle strutture pubbliche a questo prezzo calmierato. Poi bisogna farle appunto o per reddito o ad alcune categorie. Sarebbe importante ad esempio rientrare a settembre nelle scuole, in scuole più sicure. Quindi bisognerebbe fare il test sierologico da parte dello Stato a tutto il personale docente e amministrativo delle scuole italiane: maestre, professori, amministrativi, in modo da garantire in quei luoghi maggiore sicurezza. Noi nel Lazio ne faremo 300mila a partire dalla sanità, forze dell’ordine, cioè a quella parte dello Stato più esposta, alle Rsa. E ripeto, nelle strutture pubbliche a prezzi calmierati per avere un accesso. Ma una famiglia di quattro persone, se potesse avere, con bassi redditi, anche questo strumento di conoscenza e – se gli indici sono positivi – di prevenzione dentro i Lea, secondo me sarebbe giusto”.

 

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