“Il Pd sfila i soldi europei a Conte”, titola in prima pagina Il Tempo. Zingaretti e Bonaccini: il Recovery fund vogliamo gestirlo noi.

I presidenti di Lazio ed Emilia non si fidano del premier e scrivono una lettera all’Ue. Il documento è stato firmato da 24 regioni dell’Unione e mandato alla Commissione. La richiesta: essere coinvolti nei piani finanziati da Bruxelles Gli altri governatori che faranno?

A pagina 4: “Zingaretti licenzia Conte”. Lazio ed Emilia Romagna chiedono all’Europa di poter trattare da sole per il Recovery Fund. L’iniziativa del segretario Pd insieme con altre 24 regioni, tra cui la Catalogna. Un indipendentismo che «sfiducia» il premier

 

Francesco Storace scrive: “Cabina di regia? Trecento consulenti? Sai che c’è, Giuseppi, noi i soldi del Recovery Fund ce li andiamo a prendere direttamente in Europa. Se aspettiamo la distribuzione del governo – che invece li vuole centralizzare – quei 209 miliardi chissà in mano a chi vanno a finire. E così, in maniera silenziosa e nonmeno clamorosa, due regioni italiane – il Lazio e l’Emilia Romagna di Nicola Zingaretti e di Stefano Bonaccini, insomma il Pd – si sono messi sulla scia della Catalogna, quella che rivendica il diritto ad essere trattata come una Nazione europea. In pratica, una specie di secessione. Non si fidano di Palazzo Chigi, né del premier Conte, preferiscono un’Europa modello bancomat dove recuperare il grano promesso. Ed è contemporaneamente una prova di slealtà verso le altre regioni italiane. Bonaccini e Zingaretti hanno sottoscritto con altre sedici regioni europee la richiesta alla Commissione europea, al Parlamento di Strasburgo e al Consiglio Ue per poter avere un ruolo diretto nella gestione dei fondi Recovery, bypassando così i rispettivi governi. (…)”

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