“Le bollette del gas per chi è in maggior tutela (7,3 milioni di clienti domestici) da ottobre potranno essere mensili e non più bimestrali. Lo ha previsto l’Autorità Arera, che ha accolto una richiesta dell’Unione Nazionale Consumatori ricevuta in occasione della consultazione della delibera di fine luglio che ha cambiato l’aggiornamento delle tariffe del gas: il costo della materia prima sarà calcolato mensilmente, e non più ogni trimestre, sulla base della media dei prezzi reali registrati sul mercato italiano Psv e non più del Ttf di Amsterdam per il trimestre successivo.

Di fronte all’impennata delle quotazioni del gas, a seguito dell’attacco ai gasdotti Nord Stream, l’Arera ha deciso di sganciarsi dal mercato europeo, dice, per poter «trasferire con tempestività ai clienti finali il beneficio di eventuali iniziative europee di contenimento dei prezzi delle commodity energetiche».

Si tratta dell’ennesima, spregevole, presa in giro!”.

Così in una nota il Movimento Noi Non Paghiamo! (Movimento Noi Non Paghiamo! (www.nonpaghiamo.it)

“Ancora una volta si ricorre all’accanimento feroce verso le condizioni di vita delle famiglie italiane. Ancora una volta si propongono soltanto misure tese a far ricadere nuovamente i costi delle scellerate scelte governative sulle tasche del popolo, già fin troppo saccheggiate.

L’obiettivo subdolo è fin troppo evidente – spiega il movimento -: indebitare ulteriormente le persone, rendere le vite delle fasce più vulnerabili del paese ancora più precarie. Di fronte ai maggiori aumenti in bolletta previsti nei prossimi mesi, i padroni dell’energia credono che dividendo l’enorme canone bimestrale o trimestrale, potranno continuare a garantirsi gli enormi profitti che stanno realizzando sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici, delle piccole imprese, dei disoccupati, degli artigiani e delle partite iva.

Hanno fatto male i loro conti! La popolazione è già allo stremo e non lo permetteremo! 

Alla follia e all’indecenza della pervicace volontà di aggredire ulteriormente la nostra esistenza noi opponiamo la necessità del ritorno del costo delle nostre utenze ai prezzi pre-Covid e pre-Guerra.

Se entro il 30 Novembre non otterremo questa riduzione dei costi lanceremo lo sciopero e l’autoriduzione del pagamento delle nostre utenze.

L’unica soluzione possibile per mettere in sicurezza le famiglie italiane e abbassare i costi energetici è tassare chi si è approfittato e continua ad approfittarsi di questa crisi provocata dalle scelte belliciste ed antiecologiche del Governo.

 L’unica soluzione è tassare la rendita finanziaria e i redditi da capitale che questo modello economico continua a foraggiare ed espandere.

 Noi la vostra crisi non la paghiamo! La paghino le banche, i signori della guerra, le compagnie del fossile… non certo le famiglie italiane, che questa crisi non la vogliono e certo non l’hanno prodotta.

 Se il 30 Novembre saremo 1 milione, stop ai pagamenti!”.

 

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