“Questa mattina siamo in protesta a viale di Castro Pretorio, a Roma, di fronte alle sedi delle agenzie di viaggi Jbt Italy e Kuoni Travel Service, per protestare contro la decisione di avviare una procedura di licenziamento collettivo riguardante 31 dipendenti su un totale di 127 sul territorio. Lasciare senza un’occupazione una persona su quattro, non facendo nemmeno ricorso agli ammortizzatori sociali per affrontare le criticità, è una decisione miope e inaccettabile: abbiamo proclamato, per oggi, anche lo sciopero dei lavoratori per l’intero turno di lavoro”.

È quanto si legge in una nota della Filcams-Cgil Roma e Lazio, della Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti e della Uiltucs Roma e Lazio, in cui si aggiunge che “domani si terrà in Regione Lazio un incontro con le agenzie di viaggio, nel corso della quale ci aspettiamo un passo indietro su una soluzione così drastica”.

“Le società motivano la loro scelta con la diminuzione della domanda nel settore viaggi dovuta al periodo pandemico, ma non ci sembra una ragione sufficiente. In primo luogo, non si può scaricare sui lavoratori e sulle loro famiglie il prezzo della pandemia. In secondo luogo, stiamo parlando di realtà che fanno parte del gruppo multinazionale Jbt, uno dei maggiori tour operator al mondo, con uffici e filiali presenti in 24 città europee, anche in Nord e Sud America, Asia e Australia, capace quindi di assorbire le congiunture negative e di assumere decisioni orientate alla responsabilità di impresa”.

“In ultimo, ma non in ultimo – si conclude nella nota – gli importanti segnali di ripresa dei flussi turistici, seppur condizionati dal perdurare della pandemia, e gli enormi sacrifici già sostenuti dai lavoratori negli ultimi due anni in termini di riduzione di salario, tesi a contribuire alla continuità dell’impresa sul mercato, impongono la ripresa di un confronto responsabile, improntato a superare l’attuale situazione di difficoltà senza ricorrere a soluzioni unilaterali e drammatiche per i lavoratori, quali i licenziamenti coatti. Faremo tutto il possibile affinché non siano oltre trenta famiglie a pagare il prezzo dell’attuale situazione”.

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