“La lettera aperta al presidente Mattarella è solo il primo, importante passo della campagna dell’USB Pubblico Impiego, per rivendicare il ritorno a condizioni “normali” nel rinnovo dei contratti  di lavoro – che al momento della sottoscrizione risultano sempre già abbondantemente scaduti – e per chiedere adeguamenti salariali in grado di colmare l’evidente gap storico, destinato ad acuirsi con l’impennata dei prezzi che sta investendo il paese.

La richiesta inoltrata al Presidente della Repubblica è che si faccia garante di più di tre milioni di lavoratrici e lavoratori da troppi anni al centro di un attacco senza precedenti, sferrato senza differenze da tutti i governi degli ultimi vent’anni attraverso il blocco dei contratti per quasi un decennio, il blocco del turn-over nelle assunzioni, il ritardo incivile nel rinnovo dei contratti nazionali: quelli firmati di recente o che stanno per essere sottoscritti, sono di fatto scaduti il 31 dicembre dello scorso anno.

Queste sono anche tra le principali motivazioni della giornata di mobilitazione, lanciata per mercoledì 26 ottobre, nel periodo in cui il nuovo governo potrebbe presentarsi alle Camere, che vedrà i delegati USB organizzare iniziative nei luoghi di lavoro per rendere visibile la protesta e per rivendicare l’applicazione di una piattaforma, articolata su cinque proposte salariali urgenti:

    1. rinnovi contrattuali immediati;

    2. aumenti adeguati all’inflazione reale e non all’IPCA depurato dei costi energetici;

    3. buoni pasto di 10 euro per tutti;

    4. indennizzo per le spese dei consumi domestici in smart working e buono pasto;

    5. 14^ mensilità inserita stabilmente nella retribuzione.

La lista delle iniziative sarà aggiornata costantemente, fino alla giornata dello sciopero generale nazionale proclamato per il prossimo 2 dicembre da tutto il sindacalismo di base”.

Così in una nota l’Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego