Mariano Bella, responsabile del Centro studi di Confcommercio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

 

Sul tax day. “La realtà fiscale è talmente complicata che nemmeno chi scrive le norme la conosce –ha affermato Bella-. A seconda delle categorie, abbiamo una complessità che va al di là della comprensione di chiunque. Per pagare l’acconto irpef per il 2020, il commercialista deve fare una dichiarazione del reddito del 2020, ma come faccio oggi a stabilire quanto è il reddito del 2020 quando siamo oberati da tutta la trafila per richiedere i vari incentivi, sussidi, bonus, ecc… Quindi oggi l’impresa e gli intermediari stanno lavorando non solo per fare business, ma per acchiappare questi bonus. Io sono più preoccupato per le motivazioni del mancato rinvio degli adempimenti fiscali piuttosto che del rinvio stesso. E’ stato detto che se avessero rinviato avrebbero avuto problemi col Def. Non si può rinunciare a 8,4 miliardi per due mesi, perché si deve redigere un documento? Io temo che ci sia un problema di liquidità. Se veramente abbiamo un problema di spostare queste scadenze per 8 miliardi, forse la situazione è meno bella rispetto a quanto ci viene da immaginare vedendo le facce sorridenti dei nostri governanti. Stiamo parlando di cifre abbastanza piccole, che si potevano tranquillamente scrivere nel Def e si sarebbero incassati a novembre”.

 

Sul Recovery Fund. “Mi sembra un buonissimo accordo, se si fanno le cose giuste: riforma fiscale, riforma della giustizia e della sanità”.

 

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