“Terzo giorno di sciopero per i lavoratori della Reset. Terzo giorno di mobilitazione per i sindacati. Con il nostro Federico Ostili, segretario organizzativo della Uilm, stiamo seguendo attentamente gli sviluppi della vertenza. Questa mattina davanti ai cancelli dell’azienda c’era anche il segretario generale della camera sindacale di viale Matteucci, Alberto Paolucci”. Lo scrive la Uil di Rieti e della Sabina Romana sulla sua pagina Facebook.

“Quattro mesi senza stipendio – commentano Paolucci e Ostili – equivale a tutti gli effetti a uno sciopero della fame, uno sciopero della fame forzato. I settanta lavoratori e le rispettive famiglie stanno vivendo un periodo difficile, se poi aggiungiamo l’inflazione che si sta abbattendo sul nostro Paese, non ci vuole molto a capire che queste famiglie sono allo stremo. Ciò che preoccupa di più in questo momento non è soltanto l’atteggiamento ostile della società, che pur avendo enormi potenzialità per superare il momento negativo, considera i suoi dipendenti non una risorsa ma un peso, non persone ma cose. Sconforta anche il silenzio delle istituzioni, che ad oggi sembrano rassegnate all’ennesima chiusura di un sito produttivo reatino e al licenziamento dei suoi dipendenti”.

“Lavoro dignitoso e di qualità, lavoro stabile e retribuito – concludono i due sindacalisti – dovrebbero essere le parole d’ordine dell’azione politica delle istituzioni a tutti i livelli, da quelle comunali a quelle regionali, senza dimenticare il governo da poco insediato. Usiamo il condizionale perché ad oggi da costoro abbiamo ascoltato soltanto silenzio. Occorre un sussulto, uno scatto d’orgoglio, un’azione incisiva che imprima una sterzata a questa fase di stallo e che assicuri lavoro e futuro ai dipendenti della Reset”.