“L’algoritmo continua a dispensare ingiustizie tra docenti precari: a queste figure professionali, fondamentali per il regolare svolgimento dell’anno scolastico da poco iniziato, è stata prima assegnata una cattedra e pochi giorni dopo revocata. E’ accaduto e continua ad accadere nelle scuole di Roma e delle altre province della regione, nonostante da tempo avevamo sollevato dubbi sulla correttezza delle procedure informatizzate per le nomine del personale docente Gps”. Lo dice Saverio Pantuso, Segretario generale della Uil Scuola Rua Lazio.

“I docenti precari stanno vedendo calpestati i loro diritti – spiega l’esponente sindacale – perché chi dovrebbe essere nominato si vede escluso, mentre chi ottiene la nomina se la vede poi revocare. E’ un gioco perverso che dà, toglie e riassegna: uno scempio del terzo millennio, che scarica su chi cerca lavoro le inefficienze delle istituzioni scolastiche. E che si verifica puntualmente a ogni inizio di anno, perché nel frattempo non si sono voluti sanare gli errori pregressi di valutazione dei titoli dei candidati con relativo aggiornamento, di punteggio, posizioni e riserve”.

“L’ultimo corto circuito in ordine di tempo – afferma il segretario – si è verificato all’istituto comprensivo Casalotti di Roma, dove 15 maestre di sostegno sono state revocate dopo poco più di una settimana dalla nomina, lasciando i ragazzi più deboli privi di una figura essenziale per l’apprendimento. Ma non solo: docenti con posizioni e punteggi superiori non si è trovato nell’elenco dell’assegnazione delle supplenze. Alle porte di ottobre ci sono cattedre non ancora assegnate in quelle province dove si è deciso di rifare le nomine o addirittura assistiamo al balletto degli insegnanti a causa di incarichi assegnati in modo errato”.

“E’ necessario – conclude Pantuso – che tutti gli Atp territoriali del Lazio pongano una volta per tutte riparo a questi episodi intollerabili, provvedendo alla revisione delle operazioni di nomina del personale a tempo determinato, abbandonando la procedura informatizzata per tornare a quella in presenza, unica modalità per ripristinare tutte le situazioni di legittimità e rimediare così ai numerosi errori fin qui commessi. Parliamo di una scelta necessaria per assicurare alle scuole del Lazio un efficace funzionamento”.

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