Unificazione dei processi telematici: l'appello dell'associazione Tradizione&Innovazione
di Redazione
17/10/2022
“Unificare i processi telematici”: è l’appello che arriva dall’avvocatura. Un argomento che è stato affrontato anche al XXXV Congresso Nazionale Forense nella mozione redatta a cura delle sedi di Roma e Velletri dell’associazione Tradizione&Innovazione Forense e presentata dal Presidente, l’Avvocato Gaetano Parrello, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Velletri. Mozione che è stata approvata con con 413 voti pari al 93% delle preferenze.
“L’idea di questa mozione nasce da una profonda analisi che la nostra associazione Tradizione e Innovazione Forense - ha spiegato il Presidente Parrello - ha fatto a seguito delle criticità emerse soprattutto nel periodo della pandemia, come i continui malfunzionamenti delle piattaforme del processo telematico soprattutto in nei settori civile e penale, con un innegabile peggioramento della vita lavorativa degli avvocati e la creazione di un divario tecnologico tra chi era pronto ad affrontare le sfide dell’informatica e chi è stato costretto a subirla”.
Una mozione che richiama l’intervento del Legislatore sulla creazione di un’unica piattaforma telematica in upload fornita gratuitamente dal Ministero, che consenta il caricamento diretto degli atti e dei documenti come accade per l’invio delle email, con attività differenti a seconda del tipo di processo civile, penale, amministrativo e tributario, ma con identico e semplificato lay-out dei comandi, che consenta agli avvocati di effettuare tali attività in modo agevole e ricevendo immediatamente il riscontro da parte della Cancelleria circa l’attività svolta.
“L’avvocatura - aggiunge Parrello - che è già in ginocchio, non può e non deve accettare tutto questo. Gli avvocati non possono essere schiavi della cosiddetta “quarta Pec” che non arriva mai oppure forzare i depositi o soggiacere al cosiddetto “atto abilitante”.
L’informatica deve avere un ruolo fondamentale per aiutare la professione forense, che è già molto impegnativa, non per peggiorarla. L’avvocato si deve dedicare esclusivamente allo studio del diritto ed al suo approfondimento ma soprattutto alla sfida intellettuale insita in ogni caso giuridico e non certo alle beghe dell’informatica.
La richiesta riguarda l’intervento del Legislatore per l’ambito civile con la trasposizione delle udienze a c.d. “trattazione scritta”, ovvero mediante deposito telematico di note di udienza in luogo della presenza fisica, nel codice di procedura civile con indicazione tassativa delle udienze da tenere con questa modalità quali ad esempio l’udienza giuramento CTU, l’udienza ex art. 184 c.p.c., l’udienza per la precisazione delle conclusioni, salvo richiesta di udienza in presenza entro 10 giorni dall’udienza per casi particolari. Ma anche la trasposizione di tutte le norme riguardanti i processi telematici e le notifiche, nei rispettivi codici di procedura e l’eliminazione dei depositi via Pec e cartacei in ogni ambito, salvo malfunzionamento del sistema.
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